Storia

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Picchiani & Barlacchi 1896-1900

LA NASCITA

La Picchiani e Barlacchi cominciò ad operare nel 1896 a Firenze quando il Sig. Gastone Picchiani, un valente artigiano, decise di iniziare per suo conto questa attività. La sede della Ditta venne posta in una cantina, dove si lavorava a lume di candela e tutto il macchinario consisteva in un pantografo comprato a rate, tanto è vero che una volta realizzato il conio, lo stampaggio e la rifinitura delle medaglie venivano affidati al lavoro esterno di terzi.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_02
Picchiani & Barlacchi 1900-1902

LA PASSIONE DI GASTONE

L’abilità e la passione del Sig. Gastone fecero miracoli e ben presto fu in grado di comprarsi altre due macchine – una trancia a mano ed un bilanciere – e permettersi, come primo aiuto, un giovane garzone che nelle ore serali prestava la sua opera in piccoli lavoretti. Questi primi risultati vennero realizzati in pochissimi anni e già nel 1902 la crescente richiesta di lavoro dovuta all’abilità del Sig. Gastone gli permise di dare vita, insieme al fratello, a una Ditta regolarmente costituita, con tre operai alle proprie dipendenze e con sede in Via del Fossi.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_03
icona_anno-1902-1921

L’ARRIVO DI BARLACCHI E LA SUA VISIONE

Nei primi anni del secolo la Ditta Gastone Picchiani& Fratelli continuò ad affermarsi, pur rimanendo su basi sostanzialmente artigiane, e tale era la sua situazione quando nel 1915 il Rag. Bruno Barlacchi iniziò, per amicizia, a tenere la contabilità della Ditta. Il Rag. Barlacchi, appassionato sportivo, fu preso dal fascino della medaglia di cui intravide le possibilità di sviluppo presenti e future, specie nel campo dello sport. Sarà infatti questo settore che costituirà la chiave principale del successo che permetterà alla Ditta, negli anni seguenti, di trasformarsi in una industria.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_04
icona_anno-1921-1936

LA QUALITÀ FIORENTINA

Nel 1921 la Ditta si trasformò in “Picchiani & Barlacchi” con sede in Piazza Landini. Tutto procedeva per il meglio, quando le idee politiche dei due titolari (Barlacchi era socialista e Picchiani repubblicano) provocarono varie reazioni culminate nel 1923 in un incendio doloso che distrusse parzialmente lo stabilimento. Tuttavia, la produzione della Ditta risultò, da un punto di vista qualitativo, talmente pregevole che il Rag. Barlacchi, il quale si occupava della parte commerciale ed organizzativa, riuscì, nonostante le sue note idee politiche, ad imporla sul mercato e a farla preferire anche dalle autorità ufficiali dell’epoca.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_05
Picchiani & Barlacchi 1936-1943

ALCUNE COMMESSE PRESTIGIOSE

Negli anni a venire la Picchiani & Barlacchi ottenne le più prestigiose commesse, tra le quali la produzione di tutti i distintivi per la squadra italiana partecipante alle Olimpiadi di Berlino dei 1936 (alle quali venne invitato, come accompagnatore, anche il Rag. Barlacchi) e la produzione delle fedi di acciaio da dare in sostituzione di quelle d’oro che venivano donate alla Patria all’epoca delle sanzioni. In tale occasione la “Picchiani & Barlacchi” curò anche l’esecuzione di due fedi in acciaio, finemente sbalzate e cesellate, che nel corso di una famosa cerimonia vennero consegnate personalmente a Vittorio Emanuele III e a Benito Mussolini.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_06
Picchiani & Barlacchi 1943-1950

IL PERICOLO DELLA GUERRA

Dopo l’8 Settembre 1943 il Comando Tedesco, a cui era ben nota la fama della Società, progettò il suo trasferimento forzato, unitamente a quello dei suoi operai, in Germania. Ancora una volta il Rag. Barlacchi risolse la situazione, riuscendo ad illudere il Comando Tedesco che la produzione sarebbe stata certamente superiore mantenendo lo stabilimento a Firenze piuttosto che trasferendolo forzatamente lontano. Finita la guerra ed iniziata la ricostruzione, lo stabilimento riprese in pieno la sua attività in un ritrovato clima di libertà.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_07
icona_anno-1950-1959

L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Nel 1950, il Sig. Gastone Picchiani, pur continuando a prestare la sua preziosa opera di incisore fino alla morte avvenuta nel 1967, si ritirò come socio e al suo posto subentrò il Sig. Gastone Lastrucci, cognato del Rag. Barlacchi. La Società ebbe ancora un nuovo impulso ed estese la sua attività anche a molti stati esteri lavorando, tra l’altro, per l’Inghilterra, gli Stati Uniti, il Panama, il Venezuela, l’Iran, l’Iraq, l’Arabia Saudita, il Libano, la Giordania, la Libia, l’Etiopia, il Kenia, là Francia, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo, la Svezia, la Germania, la Svizzera, la Jugoslavia, la Polonia, l’Austria, la Grecia e la Turchia.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_08
icona_anno-1959-1986

STORIA E ARTE IMPRESSE NEL METALLO

Si può dire che molti dei più importanti avvenimenti nazionali ed internazionali di questi anni – dall’incoronazione dello Scià di Persia, all’uccisione di Kennedy, all’alluvione di Firenze del 1966 – siano stati ricordati da artistiche medaglie coniate nello stabilimento “Picchiani & Barlacchi”. La maggior parte di queste medaglie sono opera di scultori come Mario Moschi, Bino Bini, Antonio Berti, Rossi di Massa, Gustavo Cenni, Alberto Bechini e Mario Bertini di Pisa, Rivalta, Consorti (alla cui opera si deve il modello della riproduzione della Porta Santa) Cassioli, Feroci, Cambellotti, Benvenuti ecc.

PERIODO SUCCESSIVO

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Picchiani & Barlacchi 1986-2000

UNA MEMORIA LUNGA UN SECOLO

Per farsi un’idea della grandiosa mole di lavoro svolta da questa Società nel corso della sua storia basti pensare al numero di conii esistenti nel suo archivio e ai tantissimi modelli in bronzo conservati in ogni suo ambiente, compreso il vasto cortile. Nonostante il materiale anteguerra sia andato in gran parte perduto, esistono negli archivi della “Picchiani & Barlacchi” oltre 200.000 conii perfettamente conservati.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_10
Picchiani & Barlacchi 2000-2015

UN PUNTO DI RIFERIMENTO

Ancora oggi la Picchiani & Barlacchi rimane un punto di riferimento per coloro che amano la medaglia ed ha sviluppato la sua produzione anche in altri settori, sempre mantenendo alta la qualità dei suoi prodotti, tutti di filiera Made in Italy. A continuare la tradizione familiare con la stessa passione di sempre troverete Chiara Montauti con la sorella Giovanna, i figli Luca e Matteo Parri, ed il Cav. Mario Rinaldi, da 60 anni presente in azienda.

FINE

picchiani_e_barlacchi_01
Picchiani & Barlacchi 1896-1900

LA NASCITA

La Picchiani e Barlacchi cominciò ad operare nel 1896 a Firenze quando il Sig. Gastone Picchiani, un valente artigiano, decise di iniziare per suo conto questa attività. La sede della Ditta venne posta in una cantina, dove si lavorava a lume di candela e tutto il macchinario consisteva in un pantografo comprato a rate, tanto è vero che una volta realizzato il conio, lo stampaggio e la rifinitura delle medaglie venivano affidati al lavoro esterno di terzi.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_02
Picchiani & Barlacchi 1900-1902

LA PASSIONE DI GASTONE

L’abilità e la passione del Sig. Gastone fecero miracoli e ben presto fu in grado di comprarsi altre due macchine – una trancia a mano ed un bilanciere – e permettersi, come primo aiuto, un giovane garzone che nelle ore serali prestava la sua opera in piccoli lavoretti. Questi primi risultati vennero realizzati in pochissimi anni e già nel 1902 la crescente richiesta di lavoro dovuta all’abilità del Sig. Gastone gli permise di dare vita, insieme al fratello, a una Ditta regolarmente costituita, con tre operai alle proprie dipendenze e con sede in Via del Fossi.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_03
icona_anno-1902-1921

L’ARRIVO DI BARLACCHI E LA SUA VISIONE

Nei primi anni del secolo la Ditta Gastone Picchiani& Fratelli continuò ad affermarsi, pur rimanendo su basi sostanzialmente artigiane, e tale era la sua situazione quando nel 1915 il Rag. Bruno Barlacchi iniziò, per amicizia, a tenere la contabilità della Ditta. Il Rag. Barlacchi, appassionato sportivo, fu preso dal fascino della medaglia di cui intravide le possibilità di sviluppo presenti e future, specie nel campo dello sport. Sarà infatti questo settore che costituirà la chiave principale del successo che permetterà alla Ditta, negli anni seguenti, di trasformarsi in una industria.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_04
icona_anno-1921-1936

LA QUALITÀ FIORENTINA

Nel 1921 la Ditta si trasformò in “Picchiani & Barlacchi” con sede in Piazza Landini. Tutto procedeva per il meglio, quando le idee politiche dei due titolari (Barlacchi era socialista e Picchiani repubblicano) provocarono varie reazioni culminate nel 1923 in un incendio doloso che distrusse parzialmente lo stabilimento. Tuttavia, la produzione della Ditta risultò, da un punto di vista qualitativo, talmente pregevole che il Rag. Barlacchi, il quale si occupava della parte commerciale ed organizzativa, riuscì, nonostante le sue note idee politiche, ad imporla sul mercato e a farla preferire anche dalle autorità ufficiali dell’epoca.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_05
Picchiani & Barlacchi 1936-1943

ALCUNE COMMESSE PRESTIGIOSE

Negli anni a venire la Picchiani & Barlacchi ottenne le più prestigiose commesse, tra le quali la produzione di tutti i distintivi per la squadra italiana partecipante alle Olimpiadi di Berlino dei 1936 (alle quali venne invitato, come accompagnatore, anche il Rag. Barlacchi) e la produzione delle fedi di acciaio da dare in sostituzione di quelle d’oro che venivano donate alla Patria all’epoca delle sanzioni. In tale occasione la “Picchiani & Barlacchi” curò anche l’esecuzione di due fedi in acciaio, finemente sbalzate e cesellate, che nel corso di una famosa cerimonia vennero consegnate personalmente a Vittorio Emanuele III e a Benito Mussolini.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_06
Picchiani & Barlacchi 1943-1950

IL PERICOLO DELLA GUERRA

Dopo l’8 Settembre 1943 il Comando Tedesco, a cui era ben nota la fama della Società, progettò il suo trasferimento forzato, unitamente a quello dei suoi operai, in Germania. Ancora una volta il Rag. Barlacchi risolse la situazione, riuscendo ad illudere il Comando Tedesco che la produzione sarebbe stata certamente superiore mantenendo lo stabilimento a Firenze piuttosto che trasferendolo forzatamente lontano. Finita la guerra ed iniziata la ricostruzione, lo stabilimento riprese in pieno la sua attività in un ritrovato clima di libertà.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_07
icona_anno-1950-1959

L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Nel 1950, il Sig. Gastone Picchiani, pur continuando a prestare la sua preziosa opera di incisore fino alla morte avvenuta nel 1967, si ritirò come socio e al suo posto subentrò il Sig. Gastone Lastrucci, cognato del Rag. Barlacchi. La Società ebbe ancora un nuovo impulso ed estese la sua attività anche a molti stati esteri lavorando, tra l’altro, per l’Inghilterra, gli Stati Uniti, il Panama, il Venezuela, l’Iran, l’Iraq, l’Arabia Saudita, il Libano, la Giordania, la Libia, l’Etiopia, il Kenia, là Francia, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo, la Svezia, la Germania, la Svizzera, la Jugoslavia, la Polonia, l’Austria, la Grecia e la Turchia.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_08
icona_anno-1959-1986

STORIA E ARTE IMPRESSE NEL METALLO

Si può dire che molti dei più importanti avvenimenti nazionali ed internazionali di questi anni – dall’incoronazione dello Scià di Persia, all’uccisione di Kennedy, all’alluvione di Firenze del 1966 – siano stati ricordati da artistiche medaglie coniate nello stabilimento “Picchiani & Barlacchi”. La maggior parte di queste medaglie sono opera di scultori come Mario Moschi, Bino Bini, Antonio Berti, Rossi di Massa, Gustavo Cenni, Alberto Bechini e Mario Bertini di Pisa, Rivalta, Consorti (alla cui opera si deve il modello della riproduzione della Porta Santa) Cassioli, Feroci, Cambellotti, Benvenuti ecc.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_09
Picchiani & Barlacchi 1986-2000

UNA MEMORIA LUNGA UN SECOLO

Per farsi un’idea della grandiosa mole di lavoro svolta da questa Società nel corso della sua storia basti pensare al numero di conii esistenti nel suo archivio e ai tantissimi modelli in bronzo conservati in ogni suo ambiente, compreso il vasto cortile. Nonostante il materiale anteguerra sia andato in gran parte perduto, esistono negli archivi della “Picchiani & Barlacchi” oltre 200.000 conii perfettamente conservati.

PERIODO SUCCESSIVO

picchiani_e_barlacchi_10
Picchiani & Barlacchi 2000-2015

UN PUNTO DI RIFERIMENTO

Ancora oggi la Picchiani & Barlacchi rimane un punto di riferimento per coloro che amano la medaglia ed ha sviluppato la sua produzione anche in altri settori, sempre mantenendo alta la qualità dei suoi prodotti, tutti di filiera Made in Italy. A continuare la tradizione familiare con la stessa passione di sempre troverete Chiara Montauti con la sorella Giovanna, i figli Luca e Matteo Parri, ed il Cav. Mario Rinaldi, da 60 anni presente in azienda.

FINE

LA NASCITA

La Picchiani e Barlacchi cominciò ad operare nel 1896 a Firenze quando il Sig. Gastone Picchiani, un valente artigiano, decise di iniziare per suo conto questa attività. La sede della Ditta venne posta in una cantina, dove si lavorava a lume di candela e tutto il macchinario consisteva in un pantografo comprato a rate, tanto è vero che una volta realizzato il conio, lo stampaggio e la rifinitura delle medaglie venivano affidati al lavoro esterno di terzi.

 PERIODO SUCCESSIVO

LA PASSIONE DI GASTONE

L’abilità e la passione del Sig. Gastone fecero miracoli e ben presto fu in grado di comprarsi altre due macchine – una trancia a mano ed un bilanciere – e permettersi, come primo aiuto, un giovane garzone che nelle ore serali prestava la sua opera in piccoli lavoretti. Questi primi risultati vennero realizzati in pochissimi anni e già nel 1902 la crescente richiesta di lavoro dovuta all’abilità del Sig. Gastone gli permise di dare vita, insieme al fratello, a una Ditta regolarmente costituita, con tre operai alle proprie dipendenze e con sede in Via del Fossi.

 PERIODO SUCCESSIVO

L’ARRIVO DI BARLACCHI E LA SUA VISIONE

Nei primi anni del secolo la Ditta Gastone Picchiani& Fratelli continuò ad affermarsi, pur rimanendo su basi sostanzialmente artigiane, e tale era la sua situazione quando nel 1915 il Rag. Bruno Barlacchi iniziò, per amicizia, a tenere la contabilità della Ditta. Il Rag. Barlacchi, appassionato sportivo, fu preso dal fascino della medaglia di cui intravide le possibilità di sviluppo presenti e future, specie nel campo dello sport. Sarà infatti questo settore che costituirà la chiave principale del successo che permetterà alla Ditta, negli anni seguenti, di trasformarsi in una industria.

 PERIODO SUCCESSIVO

LA QUALITÀ FIORENTINA

Nel 1921 la Ditta si trasformò in “Picchiani & Barlacchi” con sede in Piazza Landini. Tutto procedeva per il meglio, quando le idee politiche dei due titolari (Barlacchi era socialista e Picchiani repubblicano) provocarono varie reazioni culminate nel 1923 in un incendio doloso che distrusse parzialmente lo stabilimento. Tuttavia, la produzione della Ditta risultò, da un punto di vista qualitativo, talmente pregevole che il Rag. Barlacchi, il quale si occupava della parte commerciale ed organizzativa, riuscì, nonostante le sue note idee politiche, ad imporla sul mercato e a farla preferire anche dalle autorità ufficiali dell’epoca.

 PERIODO SUCCESSIVO

ALCUNE COMMESSE PRESTIGIOSE

Negli anni a venire la Picchiani & Barlacchi ottenne le più prestigiose commesse, tra le quali la produzione di tutti i distintivi per la squadra italiana partecipante alle Olimpiadi di Berlino dei 1936 (alle quali venne invitato, come accompagnatore, anche il Rag. Barlacchi) e la produzione delle fedi di acciaio da dare in sostituzione di quelle d’oro che venivano donate alla Patria all’epoca delle sanzioni. In tale occasione la “Picchiani & Barlacchi” curò anche l’esecuzione di due fedi in acciaio, finemente sbalzate e cesellate, che nel corso di una famosa cerimonia vennero consegnate personalmente a Vittorio Emanuele III e a Benito Mussolini.

 PERIODO SUCCESSIVO

IL PERICOLO DELLA GUERRA

Dopo l’8 Settembre 1943 il Comando Tedesco, a cui era ben nota la fama della Società, progettò il suo trasferimento forzato, unitamente a quello dei suoi operai, in Germania. Ancora una volta il Rag. Barlacchi risolse la situazione, riuscendo ad illudere il Comando Tedesco che la produzione sarebbe stata certamente superiore mantenendo lo stabilimento a Firenze piuttosto che trasferendolo forzatamente lontano. Finita la guerra ed iniziata la ricostruzione, lo stabilimento riprese in pieno la sua attività in un ritrovato clima di libertà.

 PERIODO SUCCESSIVO

OLTRE IL CONFINE

Nel 1950, il Sig. Gastone Picchiani, pur continuando a prestare la sua preziosa opera di incisore fino alla morte avvenuta nel 1967, si ritirò come socio e al suo posto subentrò il Sig. Gastone Lastrucci, cognato del Rag. Barlacchi. La Società ebbe ancora un nuovo impulso ed estese la sua attività anche a molti stati esteri lavorando, tra l’altro, per l’Inghilterra, gli Stati Uniti, il Panama, il Venezuela, l’Iran, l’Iraq, l’Arabia Saudita, il Libano, la Giordania, la Libia, l’Etiopia, il Kenia, là Francia, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo, la Svezia, la Germania, la Svizzera, la Jugoslavia, la Polonia, l’Austria, la Grecia e la Turchia.

 PERIODO SUCCESSIVO

STORIA E ARTE IMPRESSE NEL METALLO

Si può dire che molti dei più importanti avvenimenti nazionali ed internazionali di questi anni – dall’incoronazione dello Scià di Persia, all’uccisione di Kennedy, all’alluvione di Firenze del 1966 – siano stati ricordati da artistiche medaglie coniate nello stabilimento “Picchiani & Barlacchi”. La maggior parte di queste medaglie sono opera di scultori come Mario Moschi, Bino Bini, Antonio Berti, Rossi di Massa, Gustavo Cenni, Alberto Bechini e Mario Bertini di Pisa, Rivalta, Consorti (alla cui opera si deve il modello della riproduzione della Porta Santa) Cassioli, Feroci, Cambellotti, Benvenuti ecc.

 PERIODO SUCCESSIVO

UNA MEMORIA LUNGA UN SECOLO

Per farsi un’idea della grandiosa mole di lavoro svolta da questa Società nel corso della sua storia basti pensare al numero di conii esistenti nel suo archivio e ai tantissimi modelli in bronzo conservati in ogni suo ambiente, compreso il vasto cortile. Nonostante il materiale anteguerra sia andato in gran parte perduto, esistono negli archivi della “Picchiani & Barlacchi” oltre 200.000 conii perfettamente conservati.

 PERIODO SUCCESSIVO

UN PUNTO DI RIFERIMENTO

Ancora oggi la Picchiani & Barlacchi rimane un punto di riferimento per coloro che amano la medaglia ed ha sviluppato la sua produzione anche in altri settori, sempre mantenendo alta la qualità dei suoi prodotti, tutti di filiera Made in Italy. A continuare la tradizione familiare con la stessa passione di sempre troverete Chiara Montauti con la sorella Giovanna, i figli Luca e Matteo Parri, ed il Cav. Mario Rinaldi, da 60 anni presente in azienda.

 FINE

LA NASCITA

La Picchiani e Barlacchi cominciò ad operare nel 1896 a Firenze quando il Sig. Gastone Picchiani, un valente artigiano, decise di iniziare per suo conto questa attività. La sede della Ditta venne posta in una cantina, dove si lavorava a lume di candela e tutto il macchinario consisteva in un pantografo comprato a rate, tanto è vero che una volta realizzato il conio, lo stampaggio e la rifinitura delle medaglie venivano affidati al lavoro esterno di terzi.

 PERIODO SUCCESSIVO

LA PASSIONE DI GASTONE

L’abilità e la passione del Sig. Gastone fecero miracoli e ben presto fu in grado di comprarsi altre due macchine – una trancia a mano ed un bilanciere – e permettersi, come primo aiuto, un giovane garzone che nelle ore serali prestava la sua opera in piccoli lavoretti. Questi primi risultati vennero realizzati in pochissimi anni e già nel 1902 la crescente richiesta di lavoro dovuta all’abilità del Sig. Gastone gli permise di dare vita, insieme al fratello, a una Ditta regolarmente costituita, con tre operai alle proprie dipendenze e con sede in Via del Fossi.

PERIODO SUCCESSIVO

L’ARRIVO DI BARLACCHI E LA SUA VISIONE

Nei primi anni del secolo la Ditta Gastone Picchiani& Fratelli continuò ad affermarsi, pur rimanendo su basi sostanzialmente artigiane, e tale era la sua situazione quando nel 1915 il Rag. Bruno Barlacchi iniziò, per amicizia, a tenere la contabilità della Ditta. Il Rag. Barlacchi, appassionato sportivo, fu preso dal fascino della medaglia di cui intravide le possibilità di sviluppo presenti e future, specie nel campo dello sport. Sarà infatti questo settore che costituirà la chiave principale del successo che permetterà alla Ditta, negli anni seguenti, di trasformarsi in una industria.

PERIODO SUCCESSIVO

LA QUALITÀ FIORENTINA

Nel 1921 la Ditta si trasformò in “Picchiani & Barlacchi” con sede in Piazza Landini. Tutto procedeva per il meglio, quando le idee politiche dei due titolari (Barlacchi era socialista e Picchiani repubblicano) provocarono varie reazioni culminate nel 1923 in un incendio doloso che distrusse parzialmente lo stabilimento. Tuttavia, la produzione della Ditta risultò, da un punto di vista qualitativo, talmente pregevole che il Rag. Barlacchi, il quale si occupava della parte commerciale ed organizzativa, riuscì, nonostante le sue note idee politiche, ad imporla sul mercato e a farla preferire anche dalle autorità ufficiali dell’epoca.

PERIODO SUCCESSIVO

ALCUNE COMMESSE PRESTIGIOSE

Negli anni a venire la Picchiani & Barlacchi ottenne le più prestigiose commesse, tra le quali la produzione di tutti i distintivi per la squadra italiana partecipante alle Olimpiadi di Berlino dei 1936 (alle quali venne invitato, come accompagnatore, anche il Rag. Barlacchi) e la produzione delle fedi di acciaio da dare in sostituzione di quelle d’oro che venivano donate alla Patria all’epoca delle sanzioni. In tale occasione la “Picchiani & Barlacchi” curò anche l’esecuzione di due fedi in acciaio, finemente sbalzate e cesellate, che nel corso di una famosa cerimonia vennero consegnate personalmente a Vittorio Emanuele III e a Benito Mussolini.

PERIODO SUCCESSIVO

IL PERICOLO DELLA GUERRA

Dopo l’8 Settembre 1943 il Comando Tedesco, a cui era ben nota la fama della Società, progettò il suo trasferimento forzato, unitamente a quello dei suoi operai, in Germania. Ancora una volta il Rag. Barlacchi risolse la situazione, riuscendo ad illudere il Comando Tedesco che la produzione sarebbe stata certamente superiore mantenendo lo stabilimento a Firenze piuttosto che trasferendolo forzatamente lontano. Finita la guerra ed iniziata la ricostruzione, lo stabilimento riprese in pieno la sua attività in un ritrovato clima di libertà.

PERIODO SUCCESSIVO

OLTRE IL CONFINE

Nel 1950, il Sig. Gastone Picchiani, pur continuando a prestare la sua preziosa opera di incisore fino alla morte avvenuta nel 1967, si ritirò come socio e al suo posto subentrò il Sig. Gastone Lastrucci, cognato del Rag. Barlacchi. La Società ebbe ancora un nuovo impulso ed estese la sua attività anche a molti stati esteri lavorando, tra l’altro, per l’Inghilterra, gli Stati Uniti, il Panama, il Venezuela, l’Iran, l’Iraq, l’Arabia Saudita, il Libano, la Giordania, la Libia, l’Etiopia, il Kenia, là Francia, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo, la Svezia, la Germania, la Svizzera, la Jugoslavia, la Polonia, l’Austria, la Grecia e la Turchia.

PERIODO SUCCESSIVO

STORIA E ARTE IMPRESSE NEL METALLO

Si può dire che molti dei più importanti avvenimenti nazionali ed internazionali di questi anni – dall’incoronazione dello Scià di Persia, all’uccisione di Kennedy, all’alluvione di Firenze del 1966 – siano stati ricordati da artistiche medaglie coniate nello stabilimento “Picchiani & Barlacchi”. La maggior parte di queste medaglie sono opera di scultori come Mario Moschi, Bino Bini, Antonio Berti, Rossi di Massa, Gustavo Cenni, Alberto Bechini e Mario Bertini di Pisa, Rivalta, Consorti (alla cui opera si deve il modello della riproduzione della Porta Santa) Cassioli, Feroci, Cambellotti, Benvenuti ecc.

PERIODO SUCCESSIVO

UNA MEMORIA LUNGA UN SECOLO

Per farsi un’idea della grandiosa mole di lavoro svolta da questa Società nel corso della sua storia basti pensare al numero di conii esistenti nel suo archivio e ai tantissimi modelli in bronzo conservati in ogni suo ambiente, compreso il vasto cortile. Nonostante il materiale anteguerra sia andato in gran parte perduto, esistono negli archivi della “Picchiani & Barlacchi” oltre 200.000 conii perfettamente conservati.

PERIODO SUCCESSIVO

UN PUNTO DI RIFERIMENTO

Ancora oggi la Picchiani & Barlacchi rimane un punto di riferimento per coloro che amano la medaglia ed ha sviluppato la sua produzione anche in altri settori, sempre mantenendo alta la qualità dei suoi prodotti, tutti di filiera Made in Italy. A continuare la tradizione familiare con la stessa passione di sempre troverete Chiara Montauti con la sorella Giovanna, i figli Luca e Matteo Parri, ed il Cav. Mario Rinaldi, da 60 anni presente in azienda.

FINE